ASTIMUSICA PER CONTINUARE A CREDERCI

All’insegna della diversità. E del non arrendersi. Bosso davanti alla malattia, Rocco Hunt ai luoghi comuni, Mahmood al dolore e Miele a quel malessere siciliano che Gesualdo Bufalino chiamava, con uno splendido neologismo, isolitudine. Arbore non si è arreso alla voglia di diffondere quella musica che è parte italiana e partenopea, Capossela e Scapigliatura alla necessità di inventarsi uno stile che fossero solo loro, Ermal Meta all’idea che dietro l’Albania e davanti all’Italia ci sia un sogno americano. Gabbani ha resistito alla tentazione di appendere il microfono al chiodo, Lurrie Bell ha lottato per tenere in vita un blues che alcuni vorrebbero morto e sepolto, Albano ha lottato e basta, dopo aver perso quello che è contro il corso delle cose perdere. La ventunesima edizione di Astimusica accoglie chi continua a crederci. Senza paura, senza smarrirsi di fronte alle difficoltà, anzi moltiplicando gli sforzi quando le incontra. Perché, come diceva Pessoa, dobbiamo fare dell’interruzione un nuovo cammino, della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte, del bisogno un incontro.

Massimo Cotto
direttore artistico